Pensioni, Fisco, Lavoro, Sviluppo, Sociale, stamani in piazza a Palermo, Cgil Cisl Uil per chiedere le modifiche alla legge di stabilità. “Il momento delle scelte strategiche è ora”

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“Senza interventi concreti il nostro territorio non potrà risollevarsi dalla peggiore crisi degli ultimi anni”, lo hanno affermato dal palco i rappresentanti dei lavoratori e pensionati di Cgil Cisl Uil Palermo, nel giorno della manifestazione unitaria organizzata in tutto Italia dai tre sindacati per chiedere le modifiche alla legge di stabilità. Tre le piazze siciliane e fra queste Palermo, dove sono giunti in piazza Verdi lavoratrici lavoratori giovani pensionate e pensionati del capoluogo siciliano, Trapani e Agrigento. Cgil Cisl Uil sono scese in piazza per ribadire le loro richiesta al governo nazionale sulle pensioni per le quali, “piuttosto che quota 102, serve una pensione di garanzia per i giovani e più sostegno ai lavoratori”; sullo sviluppo “per il quale serve rafforzare le politiche industriali e affrontare le sfide della transazione ambientale e digitale”; sul Fisco “per incrementare le risorse da destinare alla riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati”; sul Sociale “con l’obiettivo di contrastare la povertà potenziando le politiche di inclusione e migliorando il reddito di cittadinanza” e sul tema del Lavoro “con più investimenti, maggiore contrasto alla precarietà e promuovendo la stabilizzazione per rilanciare il lavoro partendo dai settori pubblici come sanità e scuola ”. Dal palco l’intervento di un pensionato, un lavoratore della scuola, della PA, della sanità, un edile e un rider. Per la Cgil Palermo l’intervento del segretario generale Mario Ridulfo “Chiediamo un profondo cambiamento delle politiche economiche del governo -ha detto Ridulfo – . Siamo in piazza per questo, perché ci vengano date risposte su pensioni, ammortizzatori sociali e fisco, ma soprattutto per rivendicare investimenti per la Sicilia e il Mezzogiorno. Oggi la percezione è che non ci sia la dovuta attenzione affinché le risorse disponibili vengano spese e spese bene: il cambio di passo deve essere deciso e immediato”. “Ci sono risorse importanti- aggiunge Ridulfo – che devono servire in primo luogo a rilanciare l’apparato produttivo e a dare risposte alle persone in termini di occupazione, assicurando alla nostra terra una sviluppo serio e duraturo”. Per il segretario confederale Cisl nazionale Giulio Romani, che ha concluso “il momento delle decisioni strategiche ed efficaci è adesso, per questo al governo nazionale lanciamo il nostro messaggio: si pensi al lavoro, allo sviluppo e alla coesione sociale. Si pensi alla crescita e alla lotta alle disuguaglianze, all’inclusione sociale e alla ripartenza economica”. “Riteniamo fondamentale l’impegno assunto dal Presidente Draghi sui tavoli pensioni e fisco e chiediamo che si proceda con la convocazione in tempi brevissimi. Riteniamo che la manovra finora sia troppo debole per le tante emergenze del Paese a partire proprio dalle esigenze di riforma dalle pensioni, del fisco, e che sia giunto il momento di ‘restituire’ ai cittadini che da anni sostengono il costo della crisi e del debito pubblico”. Sul Fisco ha precisato Romani “il governo convochi il sindacato, riteniamo che le disposizioni della legge di bilancio in materia fiscale devono andare nella direzione di riconoscere un congruo sgravio fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati e che devono costituire il primo step di una riforma complessiva e più incisiva. Anche per tali ragioni il Governo ci convochi subito per discutere delle modalità di riduzione della pressione fiscale su lavoro e pensioni”. E poi central sono la questione del lavoro e della coesione sociale. “Bisogna rafforzare investimenti per scuola, ridurre il precariato storico nella Pubblica amministrazione. Bisogna gestire con una governance partecipata il Pnrr , vogliamo più stanziamenti per ammortizzatori sociali, politiche attive, un piano di formazione nazionale per la crescita delle competenze”. Ad aprire dal palco è stato Ignazio Baudo per la Uil Palermo. “Chiediamo la modifica della legge di Bilancio. E’ necessaria una riforma previdenziale strutturale e organica che tenga conto della reale aspettativa di vita, partendo dalla condizione che non tutti i lavori sono uguali e prevedendo una corsia preferenziale di uscita anticipata per le donne, penalizzate professionalmente da periodi di gravidanza e commistione fra vita lavorativa e gestione familiare. Fondamentale anche l’attenzione verso i giovani che continuano ad avere rapporti di lavoro sempre più precari, conseguenza questa di vuoti contributivi significativi. Chiediamo un cambio di rotta anche in materia di fisco. Occorre una riduzione della pressione fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, e inoltre, si deve porre rimedio al problema dell’evasione fiscale che ha raggiunto livelli preoccupanti. Le stime ci mostrano numeri da capogiro: oltre 100 miliardi, l’equivalente di ben tre manovre finanziarie. Per quanto riguarda sviluppo e investimenti – conclude Baudo – sarà necessario investire nella formazione e riqualificazione professionale per generare nuova e buona occupazione”.

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