Comune di Palermo, oggi la conferenza stampa di Cgil Cisl Uil. “La città è in emergenza, manca una visione, non esiste un progetto per le partecipate. Il dialogo coi sindacati è assente. Serve chiarezza”. I confederali annunciano un’autoconvocazione per il 22 luglio a palazzo Palagonia

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Cgil, Cisl e Uil hanno denunciato oggi in una conferenza stampa a piazza Pretoria, davanti alla sede del Comune di palazzo delle Aquile, l’immobilismo dell’amministrazione comunale, l’assenza di visione sul futuro della città e l’esclusione dei sindacati da qualsiasi occasione di confronto e di condivisione. “Un dialogo che non è mai cominciato. Abbiamo provato in tutti modi, lettere, manifestazioni. Un silenzio assordante, che abbiamo deciso di non accettare più. Siamo qui perché è finito il tempo dell’attesa”, hanno detto il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e il segretario regionale Uil Sicilia Giuseppe Raimondi. Una conferenza stampa, alla vigilia del Festino, per puntare il dito sulla condizione di una città in emergenza, sul degrado, sulla qualità della vita e dei servizi a Palermo. Convinti della necessità di una riorganizzazione delle aziende partecipate, tutte in questo momento in agitazione, i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto chiarezza sulle reali intenzioni dell’amministrazione comunale. “L’amministrazione è immobile. O meglio: si muove in senso opposto a quello che le lavoratrici e i lavoratori diretti del Comune e delle aziende partecipate si aspettano – hanno aggiunto Ridulfo, La Piana e Raimondi – Chiediamo da mesi all’amministrazione di aprire un tavolo oltre che sulle partecipate, sul bilancio e sulla gestione del Pnrr. E’ interesse di tutti, anche dei cittadini, conoscere l’esito degli investimenti, i progetti e gli stati di avanzamento e come si stanno spendendo i soldi. Siamo in una situazione di emergenza sociale: la casa, la violenza per le strade e la violenza di genere, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, i controlli nella catena di appalti e subappalti, le infiltrazioni della criminalità e della mafia. Troppe le questioni aperte, che non si affrontano”. I sindacati hanno chiesto di fare quello che altre amministrazione, come Roma, Firenze, Bologna stanno facendo: protocolli di legalità e cabine di regia sui grandi temi. “In questi due anni il confronto non è partito, i pochi incontri che abbiamo ottenuto sono stati formali, burocratici. Rivendichiamo la possibilità di un dialogo costante. Oggi, in questo momento di festa, annunciamo le nostre iniziative: il 22 ci autoconvocheremo a palazzo Palagonia, chiedendo di essere ricevuti dal sindaco”. Nel documento che hanno consegnato ai giornalisti Cgil, Cisl e Uil mettono a fuoco i vari punti. “L’amministrazione – scrivono – non si è dotata di un piano strategico che permetta il rilancio delle sue partecipate: quello che invece si percepisce è uno stato di abbandono rispetto ai servizi complessivi strategici e essenziali, che rischia di portare a soluzioni estreme non condivise”. “Allo stesso modo – aggiungono – pur apprezzando l’aumento delle ore a favore dei dipendenti del Comune inquadrati in categoria C, non possiamo non evidenziare come sia indispensabile dare risposte equivalenti ai lavoratori inquadrati nelle altre categorie ferme a 30 ore, sempre nell’ottica del rafforzamento della macchina pubblica a favore dei bisogni dei cittadini”. Per questo, Cgil, Cisl e Uil rivendicano la necessità di un confronto dell’amministrazione comunale che coinvolga i corpi intermedi della città “che possono e devono essere considerati come elemento di ricchezza per l’amministrazione e non un fastidio”. “In questo senso – aggiungono – è innegabile che l’assenza di risposte alle numerose richieste di incontro, in particolare proprio sul tema del bilancio, siano state, oltre che lesive della dignità delle persone che rappresentiamo, un’occasione persa per questa giunta”. Pertanto, pur riconoscendo che su vertenze specifiche si sia aperto un dialogo che ha coinvolto anche le categorie, quello che Cgil, Cisl e Uil hanno rivendicato, fin dall’insediamento dell’attuale giunta è “la possibilità di una discussione generale sul modello di città che si vuol costruire”. “Una visione di insieme che tenga unite le valutazioni su servizi ai cittadini, la produzione culturale, la mobilità di merci e persone, l’industria ecc. Per tutte queste ragioni, riteniamo irrinunciabile rivendicare l’apertura di un dialogo vero e plurale su questi temi”. Una “visione” che è mancata a partire dal Dup, il documento unico di programmazione vissuto, dicono Cgil, Cisl e Uil, come “mero adempimento burocratico, l’ennesimo noioso allegato al bilancio di previsione da far predisporre agli uffici”. “Quello che è stato esitato quasi a metà mandato è un documento dell’immobilismo che ha finora caratterizzato questa amministrazione – aggiungono nel documento Cgil, Cisl, Uil – Doveva essere il momento nel quale mostrare la visione di un modello di città e degli interventi che si volevano predisporre fino al completamento del mandato, una volta preso atto dei problemi e di tutte le criticità che la città vive quotidianamente”. E invece, elencano i sindacati, le spese di funzionamento, fitti passivi, acqua luce e gas sono aumentate, l’importo complessivo della spesa per debiti fuori bilancio – uno dei più grossi problemi contabili del Comune – continua ad essere un valore importante, nonostante che i bilanci di previsione siano stati approvati i tempi ragionevoli e la cassa grazie agli interventi governativi si sia temporaneamente sistemata, azzerando il ricorso alla anticipazione di tesoreria. E si è tornati alla antica abitudine di non rispettare la scadenza dei pagamenti a favore delle società partecipate. “Rimane sempre bassa la capacità di riscossione delle entrate, che è uno dei fattori scatenanti dell’ulteriore aumento dell’abnormità del fondo crediti dubbia esigibilità (FCDE), spada di Damocle che continua ad incombere sul Comune di Palermo, che potrebbe rideterminare il patologico ricorso all’anticipazione di tesoreria”. Per le aziende partecipate, i sindacati constatano l’assenza degli accantonamenti obbligatori riguardo la necessaria ricapitalizzazione “che scongiuri il rischio che gli amministratori siano costretti a portare i libri in tribunale” Uniche note positive: il fondo rischi spese legali ridotto, bene anche il rilancio dei progetti varati dalle precedenti amministrazioni “ma ci saremmo aspettati, parimenti, una progettualità nuova che marcasse l’identità e la visione di questa amministrazione”.

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