“I lavoratori palermitani i meno tutelati, siamo stanchi, non possiamo nemmeno ammalarci e non possiamo fare progetti per la nostra vita futura, come si può vivere con una paga di 5 euro nette l’ora. Vogliamo gli stessi diritti garantiti a tutti i lavoratori che operano nei call center con contratto TLC”. E’ un contratto che porta ad un deleterio dumping salariale, il grave fenomeno che a Palermo si sta diffondendo a dismisura nei call center. Lo hanno ribadito, anche fra le lacrime, le tante lavoratrici e i tanti lavoratori presenti in assemblea che si è svolta nella sede della Cisl Palermo Trapani in via Sacra Famiglia a Palermo. La Fistel Cisl Sicilia da tempo chiede l’applicazione del contratto nazionale delle Telecomunicazioni, maggiormente rappresentativo così come riportato nella nota ministeriale del 24 Aprile 2025. “Sono tanti – commentano Francesco Assisi segretario generale Fistel Cisl Sicilia e Gaspare Randazzo della Fistel Cisl Sicilia – i lavoratori nella nostra regione che in altre realtà aziendali sono stati assunti con contratto ‘pirata’, che prevede una paga oraria di 6,50 lorde, la malattia non retribuita e tutele ridotte”. “Torniamo a chiedere l’applicazione del Contratto nazionale delle telecomunicazioni, sottoscritto dai sindacati maggiormente rappresentativi nel settore, non solo per il gruppo TWY ma anche per tutti gli altri call center che non applicano il giusto contratto”. Per fare un esempio queste aziende si occupano di commesse come Unipol Assistance, Unipol Move, Aci, Leroy Merlin, Mediaworld, Intesa San Paolo, Compass, BNL e altri committenti nazionali di settore bancario, energetico, telecomunicazione, media, istituzioni pubbliche e addirittura anche delle onlus. Gli stipendi raggiungono i 600 euro soltanto con i bonus, senza avere tante altri diritti. Per la segretaria generale Federica Badami , “è inaccettabile che lavoratori che si impegnano così tanto, che sono molto qualificati, ricevano stipendi così bassi, non abbiano diritto alla malattia, a stare con i figli se stanno male. Noi siamo pronti a portare avanti ogni iniziativa possibile affinché venga applicato il contratto nazionale delle Telecomunicazioni. Perché l’applicazione corretta dei contratti riconosciuti, vuol dire anche investire su competenze e formazione e sul futuro dei lavoratori”.
