“Palermo e Trapani continuano a vivere in forma più acuta molte delle contraddizioni del Mezzogiorno: crescita fragile, lavoro discontinuo, divari territoriali, povertà educativa, fuga dei giovani, economia sommersa e una domanda crescente di tutela, rappresentanza e prossimità sociale. Domina il lavoro povero, instabile, discontinuo, sottopagato, incapace di consentire alle persone un progetto di vita degno, una autonomia reale, una sicurezza economica minima. Per questo abbiamo richiamato per i due territori la necessità di un ‘Patto sociale’ che intervenga sulle fragilità strutturali, sociali economiche e valorizzi le potenzialità ”. Ha aperto cosi, i lavori del consiglio generale della Cisl Palermo Trapani, la segretaria generale Federica Badami, alla presenza del segretario generale Cisl Sicilia Leonardo La Piana e il segretario confederale Cisl nazionale Matteo Pirulli. I dati più recenti confermano che il fenomeno della povertà lavorativa non è più una condizione residuale: nel 2025 il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni risultava a rischio di povertà lavorativa, segno che il lavoro, da solo, non garantisce più automaticamente l’uscita dalla vulnerabilità economica. “Il lavoro povero – ha ribadito la segretaria generale – è una delle principali forme di desertificazione sociale ed economica che colpiscono Palermo e Trapani, perché impoverisce i singoli e svuota di prospettiva intere comunità”. Fra le priorità i temi della legalità e della sicurezza nei due territori. “In diversi quartieri delle due città, il disagio sociale, la dispersione scolastica, l’assenza di luoghi sani di aggregazione e la fragilità dei percorsi di inserimento lavorativo finiscono per creare un terreno favorevole alla microcriminalità, allo spaccio, alla violenza giovanile e a quella cultura dell’illegalità, che promette guadagni facili e riconoscimento immediato a chi non riesce a intravedere un’alternativa credibile nel lavoro legale e nella partecipazione democratica. La legalità, oggi, si misura nella capacità concreta di strappare terreno al lavoro nero, allo sfruttamento e a tutte quelle zone grigie in cui la fragilità sociale diventa ricatto, dipendenza e perdita di libertà”. A questo si lega direttamente anche “il grande tema della sicurezza e della recrudescenza del fenomeno delle intimidazioni”, ha poi affermato Badami. “Sarebbe un grave errore pensare che bastino i blitz, pur necessari, se non sono accompagnati da una strategia complessiva che sostenga chi denuncia, rafforzi la rete antiracket, dia strumenti concreti di protezione e di supporto alle imprese sotto ricatto e restituisca fiducia a chi ogni giorno apre la saracinesca sapendo di correre un rischio. Istituzioni, parti sociali, associazioni d’impresa, mondo del terzo settore e cittadinanza devono lavorare insieme ed assumersi la responsabilità di affermare con certezza che su questo terreno non ci saranno zone grigie, ambiguità o convenienze di corto respiro. Serve – ha aggiunto Badami – rafforzare ogni strumento utile di prevenzione, protezione e sostegno nei confronti delle attività colpite e dell’intero tessuto produttivo sano della città”. Altro tema caldo affrontato dal consiglio generale della Cisl Palermo Trapani, la sicurezza sul lavoro. “Dietro ogni morte c’è una famiglia spezzata, un vuoto che resta, una comunità ferita, ma c’è anche una responsabilità collettiva che chiama in causa organizzazione del lavoro, controlli, formazione, legalità, qualità degli appalti e cultura d’impresa”. La Cisl ha ribadito la segretaria generale Federica Badami, “non intende stare alla finestra. Non davanti al lavoro povero e precario, non davanti alle diseguaglianze che attraversano Palermo e Trapani, non davanti alla fuga dei giovani, alla fragilità delle donne, alla solitudine degli anziani, alle difficoltà delle famiglie, alle paure delle persone migranti, al bisogno di casa, alla crisi dei servizi, all’illegalità che si insinua dove arretrano i diritti, alla violenza che colpisce il tessuto sociale ed economico, ma intendiamo partecipare ai confronti con le istituzioni, laddove si decidono le priorità, gli investimenti, le infrastrutture, i servizi, le politiche di inclusione e le traiettorie dello sviluppo”. “In una terra dalle tante luci e ombre come la Sicilia, è indispensabile che l’azione non si limiti alla gestione delle emergenze ma che sia indirizzata alla programmazione verso il futuro. In questa direzione si muove il nostro impegno verso due temi importanti come i giovani, le donne, lo spopolamento e l’occupazione di qualità”, ha detto il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, intervenendo al consiglio generale. “I giovani e le donne, come testimoniato da tutti gli indicatori statistici sono l’elemento anticiclico per eccellenza, capace di attivare nuovo sviluppo, creando differenti fattori di crescita – ha aggiunto La Piana – e con questa consapevolezza noi abbiamo attivato percorsi concreti che sostengano da un lato la possibilità per i giovani di scegliere se rimanere o meno in Sicilia e dall’altro siano motori verso il lavoro femminile. È stata sottoscritto con la Cesi, con Anci Sicilia, Con Confindustria Sicilia e con l’Università Kore di Enna, il protocollo di intesa per le aree interne, nella prospettiva di contribuire a un reale cambio di passo che freni lo spopolamento della Sicilia e che incentivi i giovani a restare nell’isola. Abbiamo inoltre lanciato al sistema delle imprese regionali, al mondo accademico e scolastico siciliano, la proposta di un’alleanza per le donne che operano in area Stem, ambiti che sono oggi quelli a più alto valore aggiunto ma nei quali ancora, soprattutto nell’isola, l’occupazione femminile registra tassi percentualmente bassi pur a fronte di un gran numero di laureate in queste discipline. Auspichiamo che si avvii una stagione nuova di confronto con le imprese e con le istituzioni, perché soltanto così si riuscirà a lavorare non soltanto all’oggi ma anche al domani della Sicilia”. A concludere è stato il segretario confederale Cisl nazionale Mattia Pirulli . “In questi territori uno dei temi emergenziali è il lavoro povero e soprattutto la necessità di un lavoro dignitoso. Nodi strategici che stiamo affrontando anche a livello nazionale, in particolare il contrasto ai contratti in dumping che non danno piena dignità ai lavoratori. Ma anche il tema del lavoro regolare: la possibilità che questa crescita del mercato del lavoro, tenendo conto dei dati a livello nazionale che sono molto incoraggianti, si possano espandere su tutto il territorio nazionale, in particolare al Sud e in Sicilia. L’obiettivo è arrivare ad avere una piena occupazione, in particolare sui due grandi bacini che sono i giovani e le donne. Il tema dei giovani per noi è fondamentale: va creato e rafforzato il lavoro in questa regione e per far sì che tanti giovani non vadano via da questo territorio, perché in molti hanno la professionalità adeguata anche per far crescere l’economia della regione. Dobbiamo creare le condizioni per generare posti di lavoro di qualità, lavoro regolare e lavoro ben pagato”.
