AMAT, monta la protesta dei sindacati. Domani assemblea del personale e giovedì 17 marzo sit in in piazza Pretoria

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“Anche oggi sono i lavoratori a chiedere scusa ai cittadini, perché anche oggi dall’autoparco sono usciti solamente 90 bus, il Comune di Palermo dovrebbe garantirne 196 attraverso la sua partecipata Amat col contratto di servizio vigente, ma a causa della continua mancanza di autisti purtroppo girano per la quinta città d’Italia solo 90 mezzi suddivisi su 55 linee, vale a dire due o un bus per linea”. Cosi i sindacati di Amat Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Cobas Trasporti e Orsa Trasporti, in una nota annunciano le prossime iniziative di mobilitazione del personale della partecipata del Comune. Domani dalle ore 9,30 fino alle 11,30 e nel pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30 si terrà un assemblea dei lavoratori, mentre giovedì 17 marzo dalle ore 10 davanti Palazzo delle Aquile in piazza Pretoria si terrà un sit in. “Di tanto disastro, cioè il servizio carente offerto ai cittadini palermitani, sembra non interessarsene nessuno” spiegano Franco Mineo (Filt Cgil), Salvatore Girgenti (Fit Cisl), Franco Trupia (Uil Trasporti), Fabio Danesvalle (Faisa Cisal), Carlo Cataldi (Cobas Trasporti) e Giuseppe Taormina (Orsa Trasporti). “Di tanto in tanto giungono promesse di acquisto di nuovi bus, ci chiediamo a che servono o serviranno se non ci sono gli autisti a guidarli. Il balletto fra il socio Comune di Palermo e il Consiglio di Amministrazione dell’Amat intanto prosegue da oltre tre anni attorno a un rimpallo di responsabilità, e nonostante le nostre ripetute rimostranze agli interlocutori, il servizio offerto alla città è stato messo all’ultimo nel novero delle priorità: altro che mobilità sostenibile!”. “L’azienda intanto è stanca e sfinita dai contenziosi non ancora sanati per la questione tasse che complica l’approvazione del bilancio e proprio a causa di tale strumento non approvato ancora dal Comune, che si trincerano, secondo il CdA Amat, i motivi ostativi del blocco delle assunzioni che potrebbero ridare alla città quel minimo e già risicato servizio, e garantire condizioni sufficienti di sicurezza agli autisti”.

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