Sindacato: Yassine Ramli e Gionata Cavallini sono i due vincitori della edizione 2019 del premio ‘Pierre Carniti’

Posted on luglio 10, 2019, 10:20 am
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Yassine Ramli e Gionata Cavallini sono stati i due vincitori dell’ edizione 2019 del Premio ‘Pierre Carniti’, un’inizitiva intitolata all’ indimenticato Segretario generale che guidò la Cisl a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta del Novecento, scomparso esattamente un anno fa. A consegnare i due prestigiosi riconoscimenti, che prevedono un assegno alle ricerche di 5.000 euro ciascuno e la pubblicazione da parte di Edizioni Lavoro, sono stati, nel corso della Conferenza Nazionale Organizzativa della Cisl, la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan ed i figli di Carniti, Pierre jr e Flavio. Il premio Carniti è promosso dalla Cisl, da Astrolabio del Sociale e dalla famiglia Carniti al fine di valorizzare le ricerche da parte di giovani sui temi del lavoro, della rappresentanza e della lotta alle disuguaglianze. Yassine Ramli, ventiseienenne di Asti di formazione giuridica, lavora nell’ufficio legale del Politecnico di Torino e collabora con l’Università del capoluogo piemontese come tutor al corso di perfezionamento in materia di protezione dei dati personali. Il suo saggio, nello sviluppare in maniera originale e autonoma le riflessioni proposte nella traccia: “il lavoro come fatto sociale e relazionale”, ricostruisce la vicenda storica e l’evoluzione, contrattuale e partecipativa, del welfare aziendale partendo dall origini e analizzandone le trasformazioni. Gionata Cavallini, classe 1991, giovane avvocato lombardo, ha sviluppato in modo coerente la traccia: “L’occupazione per tutti e l’innovazione tecnologica: conflitto o compatibilità?”. Ha conseguito, nel febbraio del 2019, un dottorato di ricerca in diritto del Lavoro presso l’Università di Milano con un elaborato dal titolo: “Lavoro e tutele nell’economia delle piattaforme digitali tra rimedi individuai e orizzonti di una regolazione collettiva”. Il suo saggio costituisce un’indagine approfondita che esplora da un punto di vista giuridico il tema del lavoro nella cosiddetta “Gig Economy” e più precisamente delle nuove forme di tutela e rappresentanza del lavoro digitale.