Salute e lavoro, Cisl: “serve maggiore collaborazione fra soggetti coinvolti nella tutela”

Posted on giugno 06, 2014, 3:02 pm
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Ad ammalarsi sono soprattutto i lavoratori del settore industria a Palermo, 63 casi segue l’artigianato con 27 casi, e il terziario con 20. In tutto nel 2012 sono stati 168 le malattie professionali riconosciute a Palermo, 67 a Trapani dove la maggior parte dei casi si registra anche qua nel settore industria. Le denunce sono poche, spesso per disinformazione e spesso per timore del lavoratore sulle possibili conseguenze sul proprio futuro occupazionale. In tutto in Sicilia sono stati 1391 contro gli oltre 46 mila in tutto il paese, un dato che mostra, oltre al basso numero di occupati, dunque, anche la difficoltà di giungere al riconoscimento della malattia e alla denuncia da parte dei lavoratori spesso poco informati sul diritto di riconoscimento della malattia professionale o preoccupati degli effetti delle denunce. Nel complesso il 2011 ha visto 161 casi a Palermo e 81 a Trapani. Nel 2012 la malattia che a Palermo ha colpito di più i lavoratori è riconducibile ai disturbi al sistema osteo-articolare dei muscoli del tessuto connettivo, seguono le malattie del sistema nervoso e patologie tumorali, stesso dato sulle malattie articolari a Trapani. Sono i principali dati sui casi di malattie professionali a Palermo e Trapani, resi noti oggi dall’Inail durante il seminario organizzato dalla Cisl Palermo Trapani su Salute e lavoro il ruolo del sindacato e del patronato, che si è svolto all’Astoria Palace a Palermo. Una occasione per ribadire l’importanza del ruolo del sindacato e del patronato nella tutela del lavoratore, spesso poco informato sui diritti di denuncia delle malattie professionali e per sollecitare una maggiore collaborazioneà- fra gli enti coinvolti in questo percorso, dai medici di base, all’Inail e le stesse aziende e i datori di lavori, spesso poco informati sugli obblighi di legge sulla prevenzione e sull’utilizzo dei dispositivi di sicurezza.“Uno dei problemi più evidenti che si riscontrano quando si affronta il tema delle malattie professionali, è il dovere operare con informazioni derivanti da un flusso informativo che non rappresenta le reali condizioni di lavoro – spiega Salvatore Morabito Segretario provinciale Cisl Palermo Trapani – per questo risulta di primaria importanza potenziare al massimo le capacità di registrazione, elaborazione ed analisi delle informazioni raccolte a partire dai nostri operatori, i rappresentanti di zona che sono a contatto con i lavoratori, sia per individuare sempre più puntualmente fattori di rischio e di esposizione, sia per mettere in campo misure di prevenzione adeguate e mirate”. Mimmo Milazzo Segretario generale Cisl Palermo Trapani aggiunge “Il nostro impegno è mirato al potenziamento del sistema locale di informazione ed elaborazione del fenomeno della malattie professionali da parte dei vari attori coinvolti: dal dirigente sindacale aziendale, territoriale e di zona, passando per il responsabile Inas l’Istituto nazionale di assistenza sociale della Cisl, per finire all’Inail. Ma serve appunto la collaborazione delle istituzioni coinvolte nel processo di tutela del lavoratore, una maggiore informazione e formazione degli stessi datori di lavoro, dei lavoratori, dei funzionari che si occupano della materia, in modo tale da prevenire il rischio di malattie professionali e accelerare anche l’iter di riconoscimento della patologia, da sempre meno riconoscibile rispetto alle conseguenze di un infortunio”. “Spesso il percorso del riconoscimento viene reso difficile dalla mancanza di collaborazione dei datori di lavoro dai quali dobbiamo ottenere i riscontri delle denunce dei lavoratori – spiega Maria Pia Marino Responsabile Funzione lavoratori Inail Sicilia –, è necessaria una maggiore informazione e sensibilizzazione sugli obblighi di legge e sui doveri in materia di tutela della salute dei lavoratori e a questo serve la collaborazione con i sindacati e con i patronati”. Informazione e prevenzione sono dunque le parole d’ordine. “Da uno studio nazionale emerge che sono i lavoratori stranieri, più che gli italiani, ad essere più informati sulle malattie professionali, le patologie, e i soggetti che devono intervenire per la tutela” spiega Emanuele Palo Responsabile Progetto Spis Inas Cisl Sicilia. “Per questo risultano fondamentali progetti come il Spis Inas che ha fra gli obiettivi della attività dell’Istituto , la garanzia che al lavoratori affetto venga riconosciuta massima tutela e assistenza, oltre alla prevenzione , al monitoraggio delle patologie professionali”. “L’attenzione del sindacato e dell’Inas sono rivolte al massimo alla presenza dei rischi di malattie professionali – conclude Giorgio Sanzone Direttore Inas,- anche perché rispetto all’infortunio che è più evidente e fa più clamore, le malattie professionali rischiano di restare celate dietro o la mancanza di informazione da parte del lavoratori o spesso, la paura di denunciare”.