Regolarizzazione migranti, la Cisl e l’Anolf apriranno sportelli di consulenza e assistenza in tutta la Sicilia per la presentazione delle domande

Posted on giugno 11, 2020, 5:33 pm
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La Fai Cisl Sicilia e l’Anolf Cisl Sicilia attiveranno sportelli in tutte le strutture dell’isola a cui potranno recarsi lavoratori immigrati in attesa di regolarizzazione. Il progetto è partito ieri, con un primo incontro in videoconferenza, al quale hanno preso parte tutti i segretari provinciali della Fai Cisl e dell’Anolf Cisl, il segretario generale Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, la presidente dell’Anolf Cisl Sicilia, Valentina Campanella, il segretario generale Cisl Sicilia, Sebastiano cappuccio e il segretario nazionale Fai Cisl, Mohamed Saady. La Fai Cisl e l’Anolf, a tutela dei lavoratori dei settori agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse, presteranno servizio di assistenza e consulenza, attraverso sportelli dedicati su tutto il territorio provinciale e nazionale.
In particolare, la Fai si occuperà della tutela sindacale e contrattuale dei lavoratori di questo comparto, mentre l’Anolf, come associazione accreditata, si occuperà del disbrigo delle pratiche relative all’emersione. L’istanza di regolarizzazione potrà essere presentata dal 1° di giugno al 15
luglio 2020. “Soprattutto in momenti difficili – afferma Pierluigi Manca, segretario generale Fai Cisl Sicilia – come quelli che stiamo affrontando, dobbiamo offrire il nostro aiuto ai tanti lavoratori immigrati nei nostri territori che, come testimonia la stampa anche in questi giorni, sono vittima di soprusi, sfruttamento e violenza”. Per la presidente dell’Anolf Cisl Sicilia, Valentina Campanella, “va riconosciuto a queste persone il rispetto che meritano, sostenendo il processo di emersione da uno stato di invisibilità”.
“La regolarizzazione degli immigrati, oltre a essere una questione di civiltà – dichiara il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio – è uno strumento fondamentale per contrastare lo sfruttamento, il caporalato, il lavoro nero. E serve per sostenere molti comparti produttivi, come quello agricolo, che soprattutto in Sicilia hanno bisogno di questa manodopera. Basta con i ghetti, diamo dignità alle persone”. (laco)