Lettera aperta dei lavoratori Almaviva, “azioni concrete e rapide per salvare i posti di lavoro”

Posted on gennaio 13, 2016, 5:11 pm
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La lettera aperta scritta dai lavoratori ALmaviva rivolta a tutte le istituzioni nazionali, a cominciare dal Presidente della Repubblica, e a quelle regionali come il Presidente della Regione:
Almaviva è un’Azienda italiana di call center, che occupa oltre 15 mila lavoratori in Italia ( e molti di più all’estero) e gestisce i servizi di assistenza telefonica (e non) per Tim, Vodafone, Wind, Fastweb, Sky, Alitalia, Trenitalia, Inps, American Express, AMG, ENI, Regione Toscana, ed una volta anche Comune di Roma e Comune di Milano (perse l’anno scorso a causa di due gare al massimo ribasso) e Green Network, oggi gestita Albania.ll
In particolare a Palermo su due sedi, siamo impiegati oltre 5000 persone tra lavoratori a tempo indeterminato e precari.
I due siti di Palermo esistono dal 2001 e quello che era iniziato come un lavoretto da studenti, é diventato il lavoro della vita, sul quale si sono costruite famiglie, in un territorio come quello di Palermo che non offre alcuna alternativa.
Da qualche anno, anche questa unica occupazione é messa in serio pericolo a causa di un quadro normativo carente per il settore, della mancata applicazione delle pochi leggi dello Stato esistenti in materia e di una politica industriale di settore mai realmente affrontata e che sembra avere a cuore più gli interessi delle lobbies internazionali che la tutela dei posti di lavoro esistenti.
L’assenza di regole certe sul cambio degli appalti, la delocalizzazione (in violazione dell’art.24 bis, ) dei volumi di traffico relativi a commesse che discendono da concessioni pubbliche dello Stato Italiano, le gare al massimo ribasso sul costo del lavoro, aggiudicate troppo spesso ad Aziende che, utilizzando in maniera distorta le nuove agevolazioni sulle assunzioni, di fatto tolgono il lavoro a chi lo ha per farlo svolgere ad altri lavoratori ad un costo inferiore (anche al di sotto del ccnl di riferimento) e con meno diritti e tutele, sono i fattori che mettono a repentaglio la nostra occupazione a Palermo.
Questo stato di cose, oltre a danneggiare noi lavoratori, crea un aggravio per lo Stato, in quanto ad oggi si è cercato di “mettere pezze” utilizzando gli ammortizzatori sociali con costi anche per la collettività , invece di affrontare la questione in maniera definitiva regolamentando il settore.
La nostra preoccupazione è ancora più grande, perché ci troviamo in un territorio che non offre alcuna alternativa, e rischiamo di rimanere ostaggi di poteri “superiori” che hanno interesse di compensare i minori ricavi con una riduzione all’osso dei costi del lavoro tagliando posti di lavoro e salario.
Sono ormai quattro anni che i dipendenti di Almaviva “tirano a campare” con le stampelle dei contratti di solidarietà ; nel mese di dicembre, sembrerebbe in seguito a delle ispezioni Inps, come se non fossimo già stati abbastanza in difficoltà , “ci è stata tolta una stampella “, in quanto, è stato unilateralmente modificato l’inquadramento dell’Azienda da industria a terziario; questa modifica ci ha lasciati in balia della giungla degli ammortizzatori sociali deroga, le cui coperture, oltre che inferiori, sono sempre avvolte da incertezza.
Dulcis in fundo, a rappresentarvi la gravità della situazione in cui ci troviamo, si aggiunge il balletto a cui siamo sottoposti ogni qualvolta scade una delle commesse, lo scorso anno la commessa Wind, quest’anno il regalo di Natale della perdita della commessa Enel , aggiudicata incomprensibilmente ad un prezzo inferiore di oltre il 22% rispetto al nostro “mero costo del lavoro” calcolato applicando il ccnl delle telecomunicazioni .
Ciò che troviamo scoraggiante é il totale silenzio delle istituzioni sulla tragedia sociale che si potrebbe generare in breve a Palermo, e che avrebbe ricadute gravissime anche sul tessuto sociale della città, non a caso l’unica figura istituzionale che sembra seriamente preoccupata per la situazione è il Sindaco Leoluca Orlando insieme all’assessore Giovanna Marano.
Ci rivolgiamo a Voi perché siamo fortemente preoccupati per il nostro futuro e per quello delle nostre famiglie, perché il mancato intervento della politica in questi anni a regolare un settore che occupa oltre 80.000 risorse in tutta Italia, ci fa temere che ci sia un “disegno più grande” ed una volontà ben precisa di non affrontare i problemi che denunciamo.
Chiediamo azioni concrete e rapide per salvare i nostri posti di lavoro e non le solite sterili manifestazioni di interesse verso la vertenza che poi restano lettera morta.
Siamo pronti a tutto per difendere il nostro posto di lavoro, voi siete pronti a tutelarci?