Lavoro: Furlan “Dati Ue e FMI sono l’ennesima doccia gelata per il paese”

Posted on febbraio 07, 2019, 11:11 am
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“È davvero un fatto inaccettabile che si portino all’estero i grandi marchi italiani e le produzioni, mandando a casa i lavoratori e lasciandoli in una situazione di assoluta precarietà. Bisogna trovare una soluzione per legare la produzione di qualità al territorio e salvare l’occupazione”. Lo ha detto oggi ad “Uno Mattina” la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulla vicenda Pernigotti. “È un problema serio. Non possiamo accettare che si impoverisca l’economia del paese e quella di interi territori, come nel caso della Pernigotti. Il Governo aveva promesso di intervenire con un provvedimento legislativo, ma stiamo ancora aspettando una soluzione. Sono ormai troppi i casi di aziende estere che acquistano i nostri marchi e poi delocalizzano all’estero la produzione, lasciando a casa i lavoratori. Bisogna fare di tutto per tenere le produzioni nel nostro paese” ha affermato la leader della Cisl che ha commentato anche i dati negativi sulla crescita della Ue e del Fondo Monetario. “È l’ennesima doccia gelata. Purtroppo ancora dati negativi. È talmente chiaro quello che sta accadendo. Cala la produzione industriale, calano gli investimenti e purtroppo la legge di bilancio non rilancia l’economia del paese. È evidente che le cose stanno andando male. Tanto ottimismo immotivato che abbiamo visto in questi giorni anche dal Presidente del Consiglio. Ma non è così. Bisogna svegliarsi, tornare con i piedi per terra, vedere che la nostra economia continua a rallentare drammaticamente. Il Governo deve cambiare la propria linea economica, mettendo mano decisamente agli investimenti produttivi ed alla tastiera della crescita e dello sviluppo, a cominciare dallo sblocco delle infrastritture. Lo diremo con forza sabato nella nostra manifestazione unitaria a Piazza San Giovanni. È inconcepibile il blocco delle grandi opere che potrebbero attivare più di 400 mila posti di lavoro. Bisogna investire in innovazione, ricerca, formazione, ben altro che tagliare i fondi di impresa 4 punto zero come fa la legge di bilancio”.