Lavoro. Bonanni: “Serve blocco sociale per riorganizzare il paese e rilanciare investimenti”

Posted on settembre 10, 2014, 12:37 pm
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Così il Segretario Generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenuto alla trasmissione Omnibus su LA7, ha commentato le dichiarazioni di Renzi sulla mobilitazione dei sindacati. “Serve un appoggio solido che includa anche la rappresentanza sociale per affrontare montagne altissime sull’economia, sul riassetto delle istituzioni e sull’industria. Altrimenti Renzi non ce la fara’ mai a sfidare le rendite”.

 

Roma, 10 settembre 2014. “Il Presidente del Consiglio sbaglia a non misurarsi con tutti. Ha bisogno di un appoggio solido che sostenga le sue scelte per costruire un nuovo ordine sociale”. Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni , intervenuto stamani alla trasmissione Omnibus su LA7 in merito alle dichiarazioni del premier Renzi sui sindacati e sulle mobilitazioni annunciate da Cgil e Fiom. “Il presidente del Consiglio ha un contenzioso con la Cgil per problemi interni al PD e preferisce mettere tutti nello stesso mazzo per non avere un problema nel suo partito. Gli sembra meno faticoso ma questo gli darà problemi perchè senza un appoggio solido che includa anche la rappresentanza sociale tutta, non andrà da nessuna parte. Non ce la fara’ mai a sfidare le rendite. Nonostante la sicurezza che si dà, in realtà appare molto incerto sulle forze sulle quali contare per affrontare montagne altissime sull’economia, sul riassetto delle istituzioni e sull’industria. Fa bene a smuovere le acque ma le acque vanno ordinate. Bisogna riorganizzare il Paese ed io in questo vedo molta immaturità”.
Circa le mobilitazioni annnunciate da Cgil e Fiom “sono un gioco tutto interno alla sinistra” ha detto Bonanni ribadendo quanto già espresso ieri sul rischio che diventi una protestadi sinistra date le adesioni annunciate in questi giorni da alcune forze politiche. “Se la Cgil non starà attenta, la sua sarà una mobilitazione di sinistra e bisogna vedere di quale sinistra. A noi non interessano queste cose. Per noi l’autunno caldo è un’altra cosa – ha tenuto a precisare. E’ parlare alla gente e far sentire la nostra voce. Non è certamente fare questo discorso trito e ritrito. La Cisl farà iniziative sui territori. Andremo fra la gente e staremo con la gente per fare presente e spiegare quali sono i veri problemi del paese. Purtroppo ad oggi tutto si sta svolgendo all’interno di una bolla mediatica fine a se stessa. Camusso ha perso un’altra occasione per lavorare con gli altri. È un gioco tutto interno alla sinistra. Un pò in contrapposizione un pò in tandem con la Fiom. A tale proposito Renzi ha ragione, ma fa un’analisi da furbo e da cinico perchè non si misura con tutti e su questo perderà molti punti di consenso e di forza per fare le cose”.
Si è poi espresso sul progetto del Governo di riforma della Giustizia osservando come “a parte il processo civile che rappresenta un masso che frena gli investimenti stranieri”, il resto, ovvero giustizia penale, sia materia molto delicata. “Dare segnali sbagliati nei confronti della magistratura, in un Paese come il nostro con un così alto tasso di criminalità, può essere pericoloso. Queste cose in altri paesi si discutono nel chiuso delle stanze, che è un metodo utile per gestire cose così delicate”.
E ieri Bonanni, ai microfoni del TgCom è intervenuto sulle altre questioni al centro del dibattito di questi giorni: il disegno di legge delega sul lavoro, articolo 18 e piano scuola.
“Sul jobs act vogliamo una proposta definitiva e avere contezza dell’impianto che in realtà nessuno conosce- ha detto esprimendosi anche sulla possibilità di ridiscutere l’art18 e sulla proposta Ichino di un contratto a tutele crescenti che non lo prevede: “Si può discutere ma a condizione che il Governo elimini tutte le forme di lavoro precario prive di garanzie per i giovani. Sulle forme di precariato – ha ricordato – circola notizia che l’Europa multerà salatamente il nostro paese. Il Governo dunque si impegni su questo e si concentri sulle false partite Iva, diversamente non è che un gioco per non far nulla e per svalutare sempre di più il lavoro italiano”.
Quanto alla disponibilità da parte di Cgil e Fiom ad una apertura sul contratto a tutele crescenti il Segretario generale della Cisl si dice certo che “un confronto reale e trasparente possa conciliare più esigenze”.

 
Fonte: Cisl.it