Jobs day, Cisl Palermo Trapani si mobilita, 1500 in piazza

Posted on ottobre 15, 2014, 10:21 am
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Cassa integrazione, procedure di mobilità avviate, disoccupazione crescente, la mancanza di servizi socio-sanitari per le fasce deboli. Una vera e propria lista della disperazione sociale ed economica, quella attorno alla quale si prepara , affrontando tutte le principali vertenze del momento che tengono col fiato sospeso migliaia di famiglie, la Cisl Palermo Trapani che sabato con lo slogan #Svegliatevi, sarà in piazza Indipendenza a Palermo dalle 10 in occasione del ‘Jobs day’, la manifestazione organizzata dal sindacato di via Po, per sollecitare la Regione a mettere in campo interventi urgenti davanti “ad una emergenza sociale economica e amministrativa che ormai ha superato i livelli di allarme e causata dalla incapacità della Regione, troppo lontana dalla realtà vissuta dai siciliani”. Cento le piazze coinvolte in tutta Italia, i lavoratori racconteranno le loro storie. Saranno circa 1500 i lavoratori, giovani, pensionati, che per Palermo e Trapani parteciperanno al presidio. Quattro i pullman che giungeranno da Trapani, cinque dalla provincia di Palermo. Al centro dell’incontro che si è tenuto stamani nella sede del sindacato di via Villa Heolise a Palermo fra i rappresentanti di tutte le categorie, le tante vertenze del momento: dal settore metalmeccanico dove oltre 1200 lavoratori (tra Fincantieri, Keller, Ansaldo Breda, Italtel , Selital, i cantieri navali di Trapani) attendono segnali di certezze sulle politiche di sviluppo del settore e risposte dalla Regione; alle telecomunicazioni con le vertenze di Accenture e i 262 a rischio che protesteranno oggi pomeriggio a piazza Ruggero settimo dalle 15,30) 4U e Almaviva al centro dell’attenzione del sindacato e dei tavoli nazionali, un settore privo di regole. In crisi anche il settore edile, dove si contano già circa mille posti di lavoro persi, il 12% dall’inizio del 2014, soprattutto per via del calo delle opere private legata alla crisi del credito e dei consumi. “Con la partecipazione dei lavoratori, i giovani, pensionati in piazza sabato prossimo – spiega Mimmo Milazzo Segretario Cisl Palermo Trapani – richiameremo all’attenzione la politica regionale e nazionale affinché attivino presto provvedimenti urgenti per attrarre investimenti, per l’utilizzo efficace delle risorse in modo da mettere in moto economia locale, politiche di risanamento e riduzione degli sprechi. Per farlo chiediamo l’intervento della deputazione nazionale e regionale affinché chiedano al governo regionale di intervenire con forza nell’affrontare l’emergenza economica, sociale e amministrativa con azioni coordinate sul territorio”. In piazza anche i lavoratori della formazione senza stipendio anche da 15 mesi, i forestali (sono circa 9 mila nelle due province) che rischiano di non completare le giornate già assegnate, i precari degli enti locali. “Attendono risposte anche i dipendenti dei consorzi ex Provincia e delle partecipate provinciali in attesa di conoscere il destino del bacino unico per gli ex dipendenti previsto dal ddl di riforma regionale, e ancora i lavoratori delle partecipate dei comuni, per i quali resta prioritaria la riorganizzazione delle aziende, in vista anche del bilancio consolidato che l’amministrazione dovrà approvare entro il 2015. Insomma – aggiunge Milazzo – sono tante, troppe, le vertenze che attendono un segnale chiaro dalle istituzioni, noi ci auguriamo che il nostro slogan ‘#Svegliatevi’ venga recepito”. Il territorio dal punto di vista industriale è soggetto ormai ad una totale desertificazione. Quadro preoccupante, infatti,anche quello del commercio, chiudono negozi storici (Grande Migliore uno delle ultime grandi insegne spente), marchi della grande distribuzione cominciano a mandare segnali preoccupanti di crisi, vivono con il fiato sospeso in attesa di risolvere le loro vertenze circa mille lavoratori in tutto il comparto, fra i quali le decine di lavoratori dell’Autogrill dello scalo aeroportuale palermitano. Insieme a loro gli addetti del servizio pulizia, 50 mila a rischio in tutta la Sicilia,  del turismo, settore che dovrebbe essere cruciale per l’economia siciliana, e i pip che lavoreranno al momento fino a dicembre di quest’anno. Fra le emergenze anche quelle del settore rifiuti con lavoratori come i 196 del Coinres, già licenziati.  Il sindacato lamenta anche la mancanza di adeguati servizi socio-sanitari nei comuni. “Alcuni distretti sanitari garantiscono l’assistenza domiciliare, altri invece sono del tutto carenti da questo punto di vista. Per non parlare poi dei Pac, ancora non sono stati avviati i progetti finanziati per l’Adi, l’assistenza domiciliare integrata e gli asili nido, e manca la progettazione per i fondi del 2014”.