Congressi regionali, Trasporti e Ambiente confermato Benigno alla guida della Fit Cisl Sicilia

Posted on aprile 05, 2017, 4:58 pm
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E’ Amedeo Benigno, 58 anni ferroviere, il segretario generale Fit Cisl Sicilia riconfermato oggi durante i lavori dell’undicesimo congresso del sindacato dei Trasporti e Ambiente che si è svolto al Mondello palace di Palermo , alla presenza del segretario Cisl Sicilia Mimmo Milazzo e del segretario nazionale Fit Cisl Antonio Piras. Confermata anche la sua squadra composta da Cetti Arduino, Dionisio Giordano e Domenico Perrone. I servizi ferroviari ancora carenti, infrastrutture stradali da potenziare e completare, il Trasporto pubblico locale da riorganizzare, impianti dei rifiuti da realizzare e migliorare, il ciclo integrato dei rifiuti da rivedere, sono stati fra gli argomenti principali. “Per il rilancio della Sicilia, occorre urgentemente un’attenta politica dei trasporti che si concretizza nel Piano dei trasporti della Sicilia, solo così si può innescare un circolo virtuoso che partendo dagli investimenti infrastrutturali generi crescita e occupazione” ha affermato Benigno aprendo i lavori. Un punto della situazione sul futuro del trasporto ferroviario, su strada, marittimo, sul rilancio dei porti e aeroporti e dei servizi di raccolta rifiuti, al centro del congresso che ha riunito i 73 delegati del sindacato giunti da tutta la Sicilia. Sono circa 400 i treni del trasporto regionale ancora insufficienti per le esigenze dei viaggiatori. “Esiste solo una condizione per un serio sviluppo del trasporto ferroviario regionale in Sicilia: la firma del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia che deve prevedere da parte della Regione un corposo piano di investimenti sul materiale rotabile (circa 262 milioni di euro) in grado di dotare la Sicilia di un trasporto ferroviario efficiente. Occorre un atto politico importante nella prossima legge finanziaria regionale che impegni la Regione dal 2020 in poi ad incrementare i corrispettivi, finanziando l’effettuazione di ulteriori km/treno passando dagli attuali 9,5 milioni a 11 milioni, solo così si potrebbero rilanciare i servizi coprendo tutto il territorio, anche con le nuove tratte che dovranno essere attivate come il passante di Palermo appena saranno terminati i lavori evitando il rischio che per attivare il percorso si taglino servizi in altre zone”. Sui treni a lunga percorrenza ancora insufficienti, “pretenderemo che anche i treni Intercity da e per la Sicilia rientrino nel piano di investimenti dedicato all’up-grading del materiale rotabile e all’attivazione di servizi aggiuntivi a bordo treno. Da anni sosteniamo inoltre – ha aggiunto Benigno – che per l’attraversamento dello Stretto vada predisposto un piano di ammodernamento della flotta navale utilizzata, ormai vetusta e secondo le recenti disposizioni non idonea alla permanenza dei viaggiatori a bordo treno durante la traversata (solo la NT Messina in deroga)”. Sul fronte del quadro delle infrastrutture ferroviarie a preoccupare la Fit Cisl è la staticità dei cantieri presenti nell’Isola con forti ritardi sui tempi di consegna. In attesa del completamento del raddoppio Fiumetorto – Ogliastrillo e del potenziamento Palermo – Agrigento, risulta ancora sospesa da febbraio 2013 la linea Palermo -Trapani via Milo, per gravi carenze infrastrutturali, gli interventi sono ancora fermi alla fase di progettazione preliminare. La Fit punta il dito anche sull’assenza di prospettive per la riattivazione della Caltagirone – Gela chiusa da maggio 2011. Pesa poi la mancanza di certezze per opere strategiche quale il raddoppio della tratta Giampilieri – Fiumefreddo e il nodo di Catania. “Aspettiamo inoltre l’inizio dell’avvio dei cantieri sulla Catania-Palermo nella tratta Bicocca – Catenanuova” ha detto Benigno. La Fit sollecita cosi un Accordo di programma quadro tra Regione siciliana e RFI per l’attuazione dei programmi di investimento e di adeguamento della rete ferroviaria regionale all’offerta commerciale di Trenitalia derivante dal contratto di servizio.
Sul Tpl, “l’assetto complessivo della nuova rete deve essere necessariamente approfondito in un apposito strumento di pianificazione e programmazione regionale che entri con precisazione nel dettaglio come sul tema dei servizi minimi, che dovranno essere garantiti alla collettività da parte della Regione”. “L’Ast – ha affermato Benigno – non può ridiventare un carrozzone politico. Noi chiederemo una commissione di inchiesta che vigili sull’espletamento delle gare, sull’acquisto dei mezzi e soprattutto sull’utilizzo delle officine specialmente nella zona aretusea e al Presidente Massimo Finocchiaro, di guardare con attenzione e vigilare su quello che accade negli uffici dell’Ast, noi siamo pronti e disponibili ad essere ascoltati dalla Procura della Repubblica”. Tiene sempre banco la vertenza rifiuti in Sicilia. “Serve subito un nuovo piano regionale dei rifiuti, da tempo sollecitiamo inoltre un tavolo di crisi permanente con istituzioni regionali, Anci e parti sociali, per programmare gli impianti individuando le risorse da utilizzare e procedere alla realizzazione dell’infrastrutturazione. Contestualmente, stabilire con certezza le modalità applicative della Legge 9 sul transito del personale, evitando così la frammentazione e la confusione causata dalla legge 3 del 2013 sugli Aro, voluta dal governo regionale. La figura di un commissario appare quanto mai necessaria.”. Finora, infatti, le uniche società di regolamentazione dei rifiuti ad avere avviato il passaggio dei lavoratori sono state la Kalat di Caltagirone, in parte la Srr Trapani Provincia Sud, in parte la Srr Messina Area Metropolitana ed in parte la Srr Palermo Provincia Est.
Un passaggio poi sulle principali infrastrutture stradali siciliane sia gestite da Anas sia dal Cas. Gli assi autostradali più importanti cioè la Palermo-Catania e la Palermo-Mazara e la sua diramazione per Trapani sono state realizzate negli anni 70 (prima metà), lamenta il sindacato dei Trasporti della Cisl, così risultano insufficienti rispetto al traffico quotidiano. “I due assi autostradali necessitano della programmazione di un importante piano di manutenzione straordinaria per garantirne efficienza e sicurezza; solo di recente sembra che Anas, cosi come abbiamo sollecitato più volte, abbia messo in campo un il piano con particolare attenzione alla Palermo-Catania. E’ fondamentale una accelerazione della spesa per i piani in corso e la redazione di un piano di manutenzione 2018-2021 che possa portare fare un salto di qualità alle arterie siciliane”. . La Fit ha poi ribadito la necessità che si rilancino subito i porti dell’Isola per il loro ruolo strategico fondamentale e gli aeroporti, “Sui porti, occorre una volontà politica di rilancio, ci vuole il coraggio di dividere le competenze”. Per gli aeroporti, “siamo pronti ad accettare tutte le sfide per il rilancio a partire da una sinergia fra Trapani e Palermo, fra Catania e Comiso e soprattutto, come si sviluppa il lavoro negli aeroporti di Pantelleria e Lampedusa. L’importante è non parlare di Cattedrali nel deserto e soprattutto non parlare di costruire nuovi aeroporti che non servono a niente”. Il segretario Cisl Sicilia Mimmo Milazzo è intervenuto sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. “Noi continuiamo a sostenere che si tratta di un’opera strategica indispensabile, non solo per la Sicilia ma per tutto il Paese e per l’Europa, realizzarla significherebbe anche intensificare la disponibilità finanziaria messa in campo da Anas e Ferrovie per migliorare i collegamenti nell’Isola, l’alta velocità senza il Ponte non significherebbe nulla e non avrebbe senso fermarla a Reggio Calabria. Bisogna lavorare intanto sul raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Catania e sulla Catania-Messina, da solo il trasporto gommato non può bastare per garantire la continuità territoriale,. Siamo dell’idea – aggiunge Milazzo -, che il governo nazionale debba intensificare il monitoraggio sull’opera del Ponte, la spesa prevista di 3 miliardi e mezzo di euro non è impossibile e potrebbe essere supportata anche da una partnership privata, ma ci consentirebbe di dotare la Sicilia di una infrastruttura indispensabile anche per il rilancio del tessuto produttivo ed economico”. “La crisi ha ormai raggiunto punte allarmanti, ciò che è mancato finora, è stata una visione complessiva di sviluppo, bisogna uscire dalla crisi e per farlo servono infrastrutture, un sistema dei trasporti funzionante e interventi che aumentino la capacità attrattiva dell’Isola per nuovi investimenti”. A concludere il segretario nazionale Fit Cisl Antonio Piras. “La Sicilia in quanto isola dovrebbe vivere di trasporti, dovrebbe essere al primo punto della strategia dei governi e invece le nostre Isole italiane muoiono di trasporti come quello ferroviario, sono insufficienti gli investimenti per il settore non può essere che al Nord funzioni la freccia rossa e al Sud il servizio sia così tanto carente e marginale rispetto al sistema dei trasporti regionale, un sistema che deve essere integrato e funzionante. A giovarne sarebbe non solo il turismo ma tutta l’economia isolana”.