Ato Palermo 2, Cisl e Uil “comuni ancora in ritardo”. Sul settore crescono preoccupazioni

Posted on marzo 27, 2015, 5:16 pm
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Finora solo 12 su 17 comuni del fallito Ato Pa 2, hanno presentato alla curatela fallimentare la manifestazione di interesse all’affitto di un ramo di azienda, passo fondamentale per la successiva cessione. Mancano all’ appello Altofonte, Camporeale, Contessa Entellina, Santa Cristina Gela e Corleone, “che rischiano di mettere in crisi l’intera operazione” affermano Dionisio Giordano segretario regionale Fit Cisl Ambiente, Alessandro Miranda segretario provinciale Fit Cisl, Pietro Caleca e Pietro Quartararo della Uiltrasporti, intervenendo sulla vertenza Ato Palermo 2. “Auspichiamo che questi comuni si attivino con urgenza per permettere ai 275 lavoratori il rientro in servizio”. Lunedì è previsto l’incontro con la curatela fallimentare. “Sarebbe veramente un peccato perdere l’occasione di far trascorrere con serenità le ormai prossime festività pasquali a 275 famiglie, si faccia presto” concludono. Intanto crescono le preoccupazioni dei sindacati sul mantenimento dei livelli occupazionali sulla qualità e sulla trasparenza dei servizi nel settore della gestione rifiuti in Sicilia, dopo la pubblicazione di alcuni bandi di gara nei comuni della provincia di Catania Messina Palermo e Caltanissetta. “Molti dei piani di intervento degli Aro sulla base dei quali sono stati redatti i bandi – spiegano i segretari di Fp Cgil Fit Cisl Ambiente e Uiltrasporti, Claudio Di Marco, Dionisio Giordano, Pietro Caleca – non rispettano le norme e le stesse circolari emesse dal Dipartimento Rifiuti e soprattutto le prescrizioni sul trasferimento del personale, che prevedono l’obbligo da parte dei comuni di convocare i sindacati prima di emanare i bandi per l’affidamento del servizio. Così facendo invece non abbiamo nessuna idea sulle sorti del personale degli attuali Ato”. “ Eppure – aggiungono – nel corso degli incontri con l’assessore regionale Energia e Rifiuti e l’Anci Sicilia si era convenuta l’emanazione di una direttiva cosiddetta ‘blocca Aro’ considerato che gli Ambiti raccolta ottimale, frammentando di fatto il sistema di gestione dei rifiuti, allontanano la Sicilia da logiche industriali del settore e determinano come conseguenza immediata la scarsa qualità del servizio, i licenziamenti dei lavoratori, e una corsia preferenziale per le ditte del malaffare”. I sindacati concludono “chiediamo all’assessore Contraffatto di mantenere l’impegno assunto nei tavoli e di emanare con urgenza la direttiva per agevolare condizioni di un sistema di gestione rifiuti dalle dimensioni territoriali più ampie, in grado, attraverso la realizzazione degli impianti , di incrementare la raccolta differenziata e quelle econome di scala necessarie ad avviare la riforma del settore prevista già da cinque anni dalle legge 10 e ad oggi rimasta lettera morta”.