Acqua, Femca Cisl su licenziamento 82 lavoratori ex Aps, “tutela dei livelli occupazionali”

Posted on maggio 11, 2016, 5:20 pm
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“Dopo la legge passata alla Camera e ora in attesa del voto del Senato che prevede che anche le Regioni a Statuto speciale dovranno adeguarsi alla norma nazionale che stabilisce che in ogni Ambito operi un unico gestore, non ha senso fare previsioni sul personale necessario per la gestione del servizio idrico. Si resta ancora in attesa delle modifiche della legge regionale sull’affidamento del servizio, dopo l’impugnativa del Consiglio dei Ministri. A questo punto ci chiediamo se questo sia il momento giusto per Amap per licenziare 82 dipendenti ex Aps e assumerne solo 118”. Ad opporsi cosi al licenziamento di 82 lavoratori ex Aps che a fine maggio potrebbero perdere il posto di lavoro, sono Giovanni Musso segretario Femca Cisl Palermo Trapani e Rosalia Arcuri segretario aziendale Femca in Amap. “La condizione normativa della gestione idrica è assolutamente dubbia e non riteniamo opportuno adottare scelte in questo momento di incertezza normativa. Restiamo in attesa che le autorità preposte intervengano per evitare che continui l’immissione di altro personale nei comuni che hanno ripreso in carico il servizio”. La Femca ritiene “illegittimo ciò che sta avvenendo in molti comuni dove la gestione del servizio idrico viene affidata a ditte private”. “I lavoratori Aps attualmente in Amap hanno già avuto una riduzione dello stipendio di ben il 40 per cento ma hanno sempre, nonostante tutto, garantito il proprio apporto al servizio”. Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani conclude “preservando la sostenibilità aziendale e valutando la possibilità di riorganizzare e ristrutturare i servizi e contenendo al massimo i costi che è possibile comprimere, i livelli occupazionali devono essere mantenuti. Sono professionalità maturate nel tempo da tutelare, in attesa che venga definita la gestione del servizio idrico nella provincia di Palermo, chiediamo dunque il mantenimento di questi posti di lavoro e contestualmente il rilancio del servizio in tutto il territorio possibile solo se si preserva l’apporto di questi lavoratori”.